Sherlock Society di James Ponti – Recensione

Romanzo per ragazzi di un autore dalla carriera sfolgorante, intreccia azione e mistero con un ritmo impetuoso e coinvolgente. Sherlock è mentore e linea di ispirazione.

“La ricompensa consiste nel fare la cosa giusta, non quella facile”. È Alex Sherlock – protagonista di questo romanzo – che ci regala la perla: sono abbastanza d’accordo, anzi… credo che pensandoci sia un po’ la cifra delle mie scelte personali degli ultimi 30 anni. Niente eroismi è solo che sono attratta inevitabilmente dalla fatica o da quello che i miei colleghi – che sono anche amici – chiamano “l’effetto valanga di Fede”. Ma passiamo oltre.

Altra cosa giusta da fare? Comprare subito tutti i libri che hanno “Sherlock” nel titolo (o nella sinossi), il che mi ha portato negli anni ad fortune ma anche brutte delusioni. In questo caso (rullo di tamburi, che credo si senta) è stata una fortuna. Il romanzo, autoconclusivo, è coinvolgente, per nulla scontato ed è scritto da uno che di storie se ne intende: James Ponti. Ha vinto uno dei più importanti premi per la narrativa gialla, l’Edgar Award con un’altra serie di libri per ragazzi “Framed!” anche questi un po’ in salsa Sherlock, e ha scritto un’altra serie molto amata “City Spies” della quale alcuni volumi sono stati tradotti in italiano (se li becco, li recupero).

Apro una parentesi di fastidio: il fatto che gli editori pubblichino solo il primo volume di una serie mi fa sempre venire il mal di stomaco. La capisco la questione economica e di opportunità perché ci lavoro in questo ambito, ma da lettrice è sempre “doloroso” scoprire che ci sono altri volumi di una serie e che non li vedrò mai in italiano (a leggere in inglese sono molto pigra). Sherlock Society è uno di quei casi: ci sono altri due libri, ma niente traduzione. Però anche leggere il primo vi appagherà, perché la storia si chiude e non rimarrete appesi, promesso.

Vi cito altri due casi di grande delusione sul fronte “serie interrotte” e che mi hanno proprio lasciato l’amaro in bocca. La prima è la serie degli apocrifi holmesiani scritti da Laurie King, scrittrice che adoro e che ha creato la serie con protagonista Mary Russel e Sherlock Holmes. Una costola della casa editrice Fanucci ne ha tradotti tre… su più di 20, lasciandoci orfani malamente.
Altra serie mollata alla stazione è quella dei gialli cozy scritta da Vicky Delaney e con protagonista la proprietaria della libreria Sherlock Holmes. Primi due romani tradotti, molto belli… gli altri lasciati per sempre ne dimenticatoio. Sto battendo i piedi per terra, spero si veda.

Ma veniamo al libro. Una giovane squadra di ragazzini crea un gruppo di investigazione come “lavoretto per l’estate” con l’aiuto del nonno (che alla fine è un autista, diciamolo) ma ad un certo punto incappa in un mistero bello serio, tanto che all’inizio del libro li troviamo a galleggiare in mare, ancorati ai pezzi del relitto di un motoscafo che ha fatto Boooom!

Sherlock c’è ma non è un personaggio, piuttosto uno spirito guida che motiva i ragazzi. A me è piaciuto molto: appassionante e con un ritmo mica male per essere un romanzo per ragazzi. Il tasso di avventura e indagine è alto e da film ammmmmmerregano. 

Bello, se vi capita recuperatelo. Età di lettura dai 10/11 anni, direi!

Buone letture!