
La ricostruzione documentata della figura di uno dei più grandi parapsicologi del Novecento, Tony Cornell, definito uno Sherlock Holmes novecentesco dell’occulto
Si vede quando un giornalista ha talento e ha lavorato per molto tempo ad una storia. Ben Machell scrive per il Times e anche solo questo potrebbe essere garanzia assoluta di qualità, ma leggendo questo saggio, la sua prima opera tradotta in italiano grazie ad Iperborea, la conferma è lì fra le pagine.
Il giornalista inglese ha ricostruito la storia di Tony Cornell, uno fra i primi e più significativi parapsicologi del Novecento. Definito come uno “Sherlock Holmes” novecentesco dell’occulto, di Holmes Cornell ha davvero delle caratteristiche, e il detective londinese non viene citato a sproposito. Cornell durante la sua lunga vita ha dato forma alla passione per i fenomeni paranormali studiandoli sul campo, viaggiando per conto della Società per la Ricerca Psichica – fondata in epoca vittoriana e della quale fece parte anche Arthur Conan Doyle – per raggiungere quelle persone che erano certe di star affrontando qualcosa di inspiegabile. Voci sussurranti nel cuore della notte, tonfi improvvisi, oggetti dotati di vita propria (anche una tromba), pozze d’acqua che si manifestano dal nulla, presenze incorporee (o quasi): Cornell è sul posto, fa domande, usa i suoi strumenti ma soprattutto la sua esperienza, la sua carica umana e la sua capacità di leggere le persone più che i fenomeni paranormali. Ma c’è poi davvero tutta questa differenza?
La storia di Cornell ricostruita da Machell attraverso archivi e registrazioni, racconta oltre ad una vicenda interessante, due cose. La prima è che conoscere e amare significa anche a volte, saper cambiare idea. La seconda è che è vero che ci sono cose che non possono essere spiegate – Cornell stesso lo ammette – ma che spesso è perché dietro l’inumano (o il possibile tale) c’è assenza di molto altro, qualcosa di molto tangibile come la comprensione umana, l’affetto, la paura, il dolore.
È una bella storia quella di Cornell, uomo borghese che fu padre assente prestato spesso a lavori che non voleva fare, avvolto in un matrimonio sfaldato, ma con un’unica certezza: la passione razionale per un mondo che non smetteva di affascinarlo e che affrontò con gli strumenti preziosi – e rari – della razionalità e dell’apertura mentale.

