Nel fuoco preston child recensione

Nel fuoco – Preston & Child – Recensione

Nel fuoco preston child recensione

Un romanzo della saga thriller dell’agente speciale Pendergast che intreccia un manoscritto perduto di Arthur Conan Doyle e una storia horror di Oscar Wilde: vi basta?

Ho scoperto i romanzi di Preston & Child grazie ad una lettrice e autrice (nonché criminologa) eccezionale: Silvia Morreale. Prima di leggere i libri ho visto un film tratto da questa serie, “Relic”: mi ha convinto subito a provare i romanzi. Ho iniziato in modo disordinato ossia da “Il libro dei morti” (il richiamo egizio mi ha attratta) e ho capito che la coppia Preston e Child fa un egregio lavoro. Giornalista il primo, scrittore ed editor il secondo, il loro sodalizio perdura dal 1995, e funziona divinamente bene. Le due anime della scrittura sono evidenti a ben vedere ma perfettamente integrate fra loro: ricerche accuratissime grazie a Preston e stile avventuroso, cupo e ricchissimo di fantasia grazie a Child.

“Nel fuoco”, pubblicato nel 2013, è un romanzo molto particolare ed estremamente valido che si inserisce nella serie dedicata alle indagini dall’agente speciale dell’FBI Aloysius Xingú Leng Pendergast, protagonista molto particolare che è un mix di richiami a grandi personaggi della letteratura, compreso (inevitabilmente) Sherlock Holmes.

Ecco che in questa storia Preston e Child decidono di usare proprio un gancio holmesiano per intrecciare una vicenda complessa e avvincente che unisce indagini su un cold case ambientato fra le miniere d’argento americane, un presunto orso killer mostruoso e una leggenda passata di bocca in bocca fino alle orecchie di Oscar Wilde che, a sua volta, ne riversa il contenuto in quelle del giovane Arthur Conan Doyle durante una cena storicamente davvero avvenuta. Ma non solo: Pendergast, seguendo e proteggendo le indagini di Corrie – una giovane ragazza della quale sta seguendo a distanza la formazione come agente dell’FBI – incappa in una serie di omicidi brutali di un piromane la cui chiave di indagine affonda in un racconto perduto di Sherlock Holmes.

La cosa migliore del romanzo è l’intreccio su più livelli delle storie e degli enigmi ma anche la tipologia di delitti: troverete sia una storia di indagine classica – un cold case appunto – una di tipo letterario a caccia del racconto perduto di Doyle – racconto che Preston e Child scrivono dalla A alla Z e che troverete nel libro, una chicca vera – e un’indagine classica e piuttosto thriller (con situazioni forti) a caccia del piromane.
Non era facile costruire una trama così complessa tenendo insieme tutto e generando una sostanziale credibilità, eppure, ecco “Nel fuoco” senza se e senza ma.

C’è qualcosa che non va in questo romanzo? A mio parere sì anche se non è dirimente: il personaggio di Corrie che ho trovato un po’ piatto e snervante nella sua cocciutaggine decisamente fuori contesto per una donna di vent’anni che mira a diventare agente dell’FBI. Ma detto questo, “Nel fuoco” si beve tutto d’un fiato con qualche brivido senza nessun problema contestualizzando l’opera per quello che è: un romanzo “americanone” di due scrittori decisamente bravi, con un personaggio – Pendergast – molto forte e misterioso e con trame ben strutturate, fantasiose e per nulla banali. In più per gli amanti di Sherlock, a mio avviso, è imperdibile per l’accuratezza e insieme la fantasia dei richiami alle storie del Canone e non solo.