L’ultimo romanzo di Jack London, a metà fra il giallo, il libro d’avventura e il trattato filosofico: perché morte e morale sono sempre sulla bocca di tutti.

Forse senza Ina Coolbright, bibliotecario poeta della Oakland Public Library che per primo lo avvicinò alla lettura, John Griffith Chaney London, non sarebbe diventato uno scrittore, o forse sì perché questo ragazzo americano poco scolarizzato ma intensamente vivo, voleva raccontare quello che gli succedeva, i dilemmi morali, i dubbi, le sorprese, le bellezze e gli orrori che il mondo gli aveva mostrato, o meglio, quelli che lui era andato cercando a furia di lavori fra i più disparati, di avventure e di viaggi.

Sentili i nostri simpatici assassini, i nostri adorabili filosofi – disse Hall – Non trovi che più che di crudeli e brutali omicidi abbiano l’aria dei pazzi inoffensivi?”

Anche nella sua ultima opera, questo “Asssassini s.p.a” del 1916 ma pubblicato per la prima volta nel 1963, London ha mostrato la sua capacità di narrare in modo solido, pulito e incontenibile la varietà del mondo, le sue complessità. Anche se il romanzo venne completato dallo scrittore Robert L. Fish (sulla base degli appunti di London) a causa della morte dell’autore a soli 40 anni, si tratta di un testo incredibile che vive in perfetto equilibrio fra il giallo-noir, l’avventura e il trattato filosofico.

Cara signorina, noi siamo al di sopra della morte. Siamo delle intelligenze che hanno conquistato la piena maturità e sanno discernere il bene dal male. Per noi uccidere o essere uccisi è la stessa cosa. Ma se si uccide in ogni macello e in ogni fabbrica di carne in scatola del paese! Uccidere è diventato talmente comune che rasenta quasi la volgarità”

Sembra strano che tante “anime” possano vivere in una sola narrazione sola, eppure è così. E’ però facile comprendere come London ci sia riuscito, contando che la sua stessa biografia è una sorta di grande mosaico di personaggi da lui stesso interpretati: dal raccoglitore di ostriche, al cercatore d’oro, passando per il lavandaio e il cacciatore di foche, London visse la sua vita provando esperienze per poter sopravvivere e per approdare, infine alla spiaggia apparentemente più sicura di scrittore e giornalista, anche se nemmeno lì fu davvero “nel suo posto”. Doveva vivere per scrivere e poi tornare a vivere, perché come scrisse in una lettera “L’espressione è molto più facile dell’invenzione“. Le anime inquiete non trovano mai pace, anche se da fuori qualcuno credette che fama e successo ottenuti con “Il richiamo della foresta” del 1903, lo avessero finalmente placato.

Jack London

La trama

E’ possibile uccidere “per giusta causa”? Esiste una possibile moralità nel gesto chirurgico dell’assassinio su commissione di chi ha “vere colpe”? Il mondo può diventare un posto migliore nel momento in cui lo liberiamo da chi ha fatto del male? Esiste un assassinio etico? Queste sono solo alcune delle domande che fanno da colonna sonora alla trama del romanzo “Assassini S.p.A” nel quale incontriamo una società decisamente particolare, la “Anonima assassini”: un gruppo di distinti “filosofi pazzi” che, arrivando da esperienze fra le più svariate, decidono di diventare mercenari e di uccidere su commissione solo persone che davvero se lo meritino, dopo aver effettuato accurate indagini.

Oliver Reed nei panni di Ivan Dragomiloff nel film “Assassination bureau” del 1969, nella trama non troppo fedele al romanzo

A capo dell’associazione Ivan Dragomiloff, distinto signore dagli occhi azzurro pallido che ha posto vincoli rigidissimi affinché la sua associazione funzioni senza sbavature. Alla base di tutto esiste la moralità della parola data, un lavoro, quello di uccidere su commissione entro un anno dal momento dell’incarico qualcuno la cui morte rappresenti un vero atto di giustizia. Ma Winter Hall, anarchico, vuole porre fine all’associazione, dimostrando al suo fondatore Dragomiloff l’assoluta infondatezza delle sue premesse etiche. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando i sette associati ricevono proprio da Dragomiloff l’incarico di uccidere proprio lui per porre fine all’associazione. Hall, innamorato della figlia (a sua insaputa) del capo degli assassini, vivrà un’avventura incredibile sulle tracce del fuggiasco russo in compagnia dei mercenari che scoprirà essere dei veri filosofi, piacevoli e simpaticissimi, nonché amici di Dragomiloff oltre ogni ragionevole dubbio.

La prima edizione del libro di London

Splendido

Nonostante il romanzo non sia tutta farina del sacco di London, il mimetismo stilistico di Fish è incredibile e, se non fosse per la quarta di copertina che svela necessariamente il mistero, nessuno potrebbe accorgersi della scrittura a quattro mani di questo romanzo.
Da leggere e rileggere almeno due volte, “Assassini s.p.a” è molto più di un romanzo noir dai toni a tratti deliziosamente umoristici, più di uno stupendo romanzo di avventura con colpi di scena e trovate interessanti, bensì è un vero trattato filosofico sul tema del bene e del male, sulla relatività dei punti di vista, sul tema della giustizia e sul concetto di “morale” e sul valore delle regole e della “parola data”.

Consigliato: sì e sì
Adatto agli sherlockiani: sì
Da leggere più volte: senza dubbio

Jack London (con Robert L. Fisch)
Assassini S.p.A
Rizzoli
Fuori catalogo ma facilmente acquistabile usato in
varie edizioni ad ottimi prezzi.