Una delle scrittrici di detective stories più famosa e celebrata del mondo, racconta la sua storia della letteratura gialla insieme a consigli pratici per scrivere un romanzo davvero efficace svelandoci anche la sua lista dei gialli da non perdere.

Secondo Phyllis Dorothy James la letteratura gialla è il genere più paradossale che esista: delitti, episodi di violenza estrema, sono in realtà il rifugio più tranquillo e rassicurante nel quale il lettore non vede l’ora di entrare. Almeno questo valeva per la cosiddetta Golden Age, periodo che per alcuni critici si inserisce fra le due Guerre Mondiali e che raccoglie decine di autori e storie di crimini risolti grazie ad acume, sagacia e grande tenacia da investigatori più o meno ufficiali. Ora le cose sono cambiate, ma è su questo periodo e in particolare della letteratura inglese che la James decide di parlare in questo saggio uscito nel 2009 e pubblicato in Italia nel 2013 da Mondadori.

L’inconfondibile sagoma di Poirot

Il libro è idealmente divisibile in due parti: la prima dedicata ad una rapido viaggio attraverso la storia del genere letterario, con i suoi miti indiscussi, come Wilkie Collins (primo autore a mettere al centro della narrazione la figura di un investigatore), passando per Arthur Conan Doyle, al quale la James riconosce alcuni errori tecnici altamente perdonabili a fronte di una capacità narrativa eccezionale e alla straordinaria dote di raccontare ambienti e atmosfere in modo eccellente; si passa poi alle regine del giallo: Agatha Christie (della quale la James è stata più volte eletta dai critici come “erede”), Dorothy L. Sayers, le cui doti nel narrare le scene del crimini raggiungono vette alte e lontane dagli stereotipi del suo tempo, Margery Allingham che fu specchio della sua epoca con romanzi non troppo critici rispetto al suo tempo, ed infine Ngaio Marsh, autrice neozelandese amatissima dalla James che ambientò molti dei suoi romanzi nell’ambito delle opere teatrali, ambiente che conosceva bene data la sua carriera da drammaturga.

Se Agatha Christie lasciò un segno sui giallisti contemporanei, fu la conferma di quanto siano importanti una buona costruzione della trama e la sorpresa della soluzione finale.

P.D James

La seconda parte del libro è dedicata ad una analisi delle basi strutturali della letteratura gialla al fine di poter creare un romanzo che possa davvero definirsi “detective story”. La James parte dalla propria esperienza e la usa come modello sostenendo, per esempio, l’importanza fondamentale dell’ambiente e della sua descrizione. E’ qui che cita come maestro incontrastato Arthur Conan Doyle che con “Il mastino dei Baskerville” ha realizzato una sorta di testo scolastico per comprendere che cosa significhi davvero raccontare un’atmosfera.

La straordinaria illustrazione di Sidney Paget per “Il mastino dei Baskervilles”

Altro elemento fondamentale per un buon giallo, fra i tanti citati, la necessità di narrare una vita privata ben delineata per il detective protagonista: la sua storia, secondo la James, deve essere nota ai lettori i quali dovranno poter empatizzare con lui, conoscerlo/a, e concordare o meno con i suoi patemi, dubbi e fragilità.

Leggere è sempre un atto simbiotico. Noi lettori uniamo la nostra immaginazione a quella dello scrittore, entrando di buon grado nel suo mondo, partecipando alle vite dei suoi personaggi e formandoci un nostro ritratto mentale della gente e dei luoghi.

P.D. JAMEs

La James esprime il suo amore per il giallo, mettendone in luce una caratteristica fondamentale: se è vero che per essere tale questa forma di letteratura deve rispettare canoni e regole precise, è incredibile quanto questi “paletti” abbiano funzionato come catalizzatori di energie creative permettendo la nascita di centinaia di storie fra le più diverse, invece che diventare limiti strutturali.

Il saggio è interessante, forse un po’ troppo generalista, ma ottimo per chi ama la James e vuole leggere per bene il suo punto di vista da “insegnante”, scoprire i suoi autori del cuore e ammirare (e magari copiare) le regole che lei stessa seguiva per dare vita ai suoi romanzi.

Non può mancare, infine, una lista ideale dei libri gialli che è possibile estrapolare dalla lettura del saggio e che potrebbero costituire la biblioteca del cuore di questa grande scrittrice inglese.

(Ndr – Alcuni libri non sono più pubblicati ma si trovano usati su eBay, mentre di quelli acquistabili trovate il link diretto di Amazon)

1 – La pietra di Luna – Wilkie Collins
2 – Uno studio in rosso – Arthur Conan Doyle
3 – L’innocenza di padre Brown – Gilbert Keith Chesterton
4 – La vedova del miliardario – Edmund Bentley
5 – L’assassinio di Roger Ackroyd – Agatha Christie
6 – La figlia del tempo – Josephine Tey
7 – Il falcone maltese – Dashiell Hammett
8 – Il grande sonno – Raymond Chandler
9 – Nel freddo della notte – Sara Paretsky
10 – Il segreto delle campane – Doroty L. Sayers
11 – Fiori per il giudice – Margery Allingham
12 – Delitto d’annata – Ngaio Marsh
13 – Il mastino dei Baskervilles – Arthur Conan Doyle


Consigliato: sì
Adatto agli sherlockiani: sì
Da leggere più volte: no


P.D James
A proposito del giallo
Mondadori, 2009
euro 11,00