La stanza di Sherlock

La serie de “Gli intrigue” – Recensione della trilogia

Una famiglia di spie da generazioni, usano strumenti di lavoro ingegnosi con un tocco di magia e affrontano vicende avventurose con un pizzico di ironia. Ovviamente con un mistero da risolvere.

Lungo i canali di Amsterdam, inoltrandosi lungo uno dei tanti moli in legno provati dall’umidità, è possibile vedere una casa come tutte le altre. Avvicinandovi notereste però un dettaglio: ci sono due cassette per la posta. La prima un po’ anonima, la seconda, giallo limone, attira ogni volta gli sguardi dei postini che sanno bene, però, che non devono utilizzarla: è dedicata alla posta speciale della famiglia Intrigue. È lì che zia Edna, capostipite di una generazione di spie ed investigatori, spedisce buste – anche loro gialle – con le indicazioni per i nuovi incarichi.

È così, sulla soglia di casa, che incontrerete per la prima volta gli Intrigue, una famiglia decisamente particolare composta da papà Lazlo, mamma Veena, la piccola Zelda, suo fratello Marcus e la loro sorella adolescente, Imogen. Non dimentichiamoci nel ritratto di famigli anche Thibaut, il maggiordomo, e Orville IV, il cagnone di casa. Eredi di una lunga tradizione di investigatori al servizio della giustizia, gli Intrigue, sono in grado di risolvere casi complessi non solo grazie all’esperienza ma anche con l’aiuto di strumenti segreti e ingegnosi tramandati da generazioni di spie Intrigue di tutto il mondo. Ecco, per dire, il ragno di cristallo, un bracciale dal tocco glamour che spara fili resistentissimi perfetti per arrampicarsi o scappare in fretta e furia da grandi altezze, oppure il mistery monociclo, perfetto per travestirsi da saltimbanco e che, all’occorrenza, si trasforma in un telegrafo.

TRAMA

I romanzi de Gli Intrigue sono in tutto tre, pubblicati da Il Battello a Vapore a partire dal 2018. Si tratta di una spy story per ragazzi dai 9 anni in su e ancora una volta la coppia Domenico Baccalario e Alessandro Gatti, fra i più famosi e quotati autori per bambini e ragazzi del nostro paese, fanno centro con storie originali e divertenti, adatte anche ad un pubblico adulto.

I libri, dicevamo sono tre:

Due delle illustrazioni presenti nei romanzi, l’autore è Tommaso Ronda

Si tratta di romanzi auto conclusivi, le vicende avventurose e il caso si chiudono, quindi, alla fine di ogni romanzo ma, se ne avete l’occasione, è una buona idea leggerli in ordine per conoscere in modo graduale i personaggi e le loro attitudini (come quella di Marcus nel sabotare con il suo solo tocco qualsiasi aggeggio elettronico, o quello della piccola Zelda di arrivare e indagare senza emettere nemmeno un piccolo rumore, caratteristica fondamentale per una spia).

Senza dilungarmi nella trama specifica dei tre romanzi, che potete trovare qui, posso senza dubbio dirvi che sono storie a fondo avventuroso, più spy story che gialle. C’è un mistero da risolvere (un furto con enigma della camera chiusa, come nel primo, oppure un rapimento con loschi intenti nel secondo e, infine, un omaggio ai 10 piccoli indiani di Agatha Christie nel terzo, forse quello più lento ma anche più complesso e meno fanciullesco dei tre).

La prima pagina e la cover del primo libro della serie

COMe sono questi libri,QUINDI?

Mi sono imbattuta in queste storie nelle mie solite e periodiche peregrinazioni da Libraccio – chi segue La Stanza anche su Instagram sa che acquisto prevalentemente libri usati; dopo essere incappata nei primi due nella sede sui Navigli a Milano, nel settore a 2 euro (che facevo, lasciamo lì? Non scherziamo, dài), ho trovato anche il terzo al Libraccio di Romolo sempre nel settore delle super offerte e ho così completato la serie. Non sono facilissimi da trovare nuovi, ma usati con un po’ di ricerca – anche su Ebay o Vinted – ve li accaparrate facilmente.

I tre romanzi sono semplici, le trame piuttosto facili da svelare (come è anche normale che sia per un libro dai 9 anni) ma la cosa che vi trascinerà nella lettura della trilogia è la world building inventata da Baccalario e Gatti, oltre alle bellissime illustrazioni di Tommaso Ronda. L’idea di una famiglia di spie sparsa per tutto il mondo, con ogni membro caratterizzato da un talento particolare, e l’idea di tanti strumenti di lavoro bizzarri e originali da scoprire, è per me il punto forte delle tre storie.

Sono perfetti per i ragazzi, senza distinzione di genere ma anche per chi ha voglia di perdersi in storie leggere ma avventurose (per me è stato come guardare delle puntate della Signora in Giallo: sensazione di comfort e divertimento ma senza patemi).

Consigliato: 
Adatto agli sherlockiani: 
Da leggere più volte: no